Tutto è iniziato con una pianta.
Una pianta di rosmarino messa da me sul pianerottolo, accanto alla porta. Piccola, ordinata, in un vaso neutro. Nessun intralcio. Nessun profumo invadente.
Tre giorni dopo, la pianta era spostata.
Di venti centimetri.
Appoggiata in modo leggermente storto.
All’inizio ho pensato a una folata d’aria, o a un urto accidentale.
L’ho rimessa al suo posto.
Due giorni dopo, spostata di nuovo. Sempre di venti centimetri. Sempre stortissima.
Nessuna traccia. Nessuna impronta. Solo silenzio e la porta chiusa del vicino di fronte, che sembrava più lucida del solito.
La settimana successiva, un biglietto anonimo compare sul vaso.
“Non è il luogo adatto.”
Nessuna firma. Carta bianca, scritta a penna. Calligrafia educata.
Ho strappato il biglietto con calma e… ho comprato un’altra pianta.
Una salvia.
Poi una lavanda.
Ho creato un piccolo angolo verde minimal, armonioso, curato. Ogni pianta col suo sottovaso, tutti allineati, silenziosi, innocenti.
Le piante hanno iniziato a sparire. Una per volta.
La salvia, poi la menta, poi il basilico.
Non trovavo resti. Solo l’assenza.
Page: 1 2
Nel mio condominio c’era un problema: il vicino del primo piano lasciava le scarpe fuori…
Quando mi sono trasferito, avevo fatto il proposito di non farmi notare. Entrare, uscire, pagare…
Nel mio vecchio condominio abitava il signor Rinaldi, quarto piano, pensionato con troppo tempo libero…
Quando mi sono trasferito a Bologna per lavoro, ho trovato casa con un ragazzo conosciuto…
Quando ho comprato casa, mi avevano detto che il palazzo era tranquillo. “Tutti lavoratori, gente…
Dopo qualche anno in condominio ad aver bestemmiato dietro ad una famiglia con bambini che…