Categories: Storie dal vicinato

In ogni caso da quel giorno non l’ho più visto o sentito.

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Acquistano l’appartamento del mio vicino di casa, siamo solo due immobili sul pianerottolo. Per mesi e mesi non si vede anima viva, nessuno va ad abitare in quell’appartamento. Mi ritrovo a dover fare dei lavori di manutenzione alla caldaia e il tecnico mi fa notare che la caldaia del vicino (che da le spalle alla mia) ha delle perdite, non sapendo chi contattare perché l’appartamento era ancora vuoto, scrivo all’amministratore. L’amministratore cortesemente mi chiede se può girare il mio recapito telefonico al nuovo proprietario, io mi rendo disponibile e qualche giorno dopo ricevo una sua chiamata.
Dal suo lato la perdita non era visibile, avrebbero dovuto fare dei lavori di muratura rognosi e costosi, quindi mi chiede gentilmente se si sarebbero potute fare le riparazioni dal mio lato visto che avevo già la caldaia smontata e quindi facile accesso all’intercapedine delle tubazioni.
Acconsento, più che altro perché avendo un cane di 50kg che ama ululare speravo di ottenere una carta “chiudio un occhio” per il favore fatto.
Fanno i lavori e il proprietario dell’appartamento mi chiama per ringraziarmi e farmi sapere che il giorno seguente sarebbe passato per sdebitarsi, ma prima di chiudere la telefonata mi chiede “lei beve?” rispondo di sì e ci salutiamo.
Il giorno seguente si presenta alla mia porta con una bottiglia impacchettata, me la porge, due chiacchiere, ci salutiamo.
Io bevo whisky e apro il pacco dando per scontato che sarebbe stata una bottiglia da 10 euro dal retrogusto di kerosene.
Era una bottiglia di whisky, in edizione limitata, del valore di quasi 300 euro.
Questa è la prima esperienza veramente positiva che ho avuto con un vicino di casa.
In ogni caso da quel giorno non l’ho più visto o sentito.

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Redazione

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