E così, abbiamo mangiato lasagne, brindando con birra scaduta a “non aver combinato nulla, ma almeno con dignità”.
Simone era assurdo, sì. Una volta ha dormito con un casco da bici “per sicurezza”.
Ma quando ho avuto l’influenza, mi ha portato camomille, biscotti e ha fatto la spesa da solo “perché oggi sei in modalità Nonno”.
Ci siamo separati quando lui è partito per il Portogallo con l’idea di aprire un ostello con una stanza a tema Il Trono di Spade. Non so se ci sia riuscito.
Ma ancora oggi, quando sento una sveglia analogica, sorrido e penso:
“Chissà se ha mai aggiunto la quinta.”
È stato un coinquilino assurdo. Ma uno che non dimentichi.
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