Storie dal vicinato

A esser troppo buoni si passa per cojoni

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Il mio vicino infame ha usufruito per anni, col permesso della sottoscritta, di una piccola porzione del mio prato per coltivarci l’orto. Da quando ho preso il cane gli ho fatto presente che quest’anno non avrebbe potuto piantare più nulla. Lui ha cercato, nell’ordine e senza chiedere:

– di creare una barriera con delle ramaglie spinose (fatte togliere gentilmente);
– di scavare un fossato intorno all’orto (fatto
togliere meno gentilmente);
– di costruire un muretto in mattoni lungo il perimetro (fatto togliere a parolacce).

Ha fatto sparire l’orto.

Il mio vicino infame trova simpatico il mio cane. Si avvicina alla recinzione e fa versi stupidi per attirare la sua attenzione. Da quando è arrivata Ambra (la cana), ha cercato, nell’ordine:

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Luca

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