Stanotte, ore 4.30.
Qualcosa mi sveglia dal mio meritato sonno.
Rimango in ascolto e mi rendo conto che è il ragazzino che da un paio di mesi abita qui sotto e tormenta le mie notti.
Ho provato a dargli tempo, avrà 20 anni e voglia di far festa, ci sta, poi magari si assesta… invece stanotte non so a che accidenti di ora sia rientrato, con un amico, fatto sta che hanno iniziato a fare un casino, urla, mobili spostati, musica, sigarette che volavano in cortile.
Come primo approccio, ho provato a “bussare” sul pavimento. Nulla.
La mia compagna non è così diplomatica, ed è veneta, quindi ha tirato giù un paio di madonne a volume da concerto ma anche li, niente.
Dopo altri 20 minuti in cui non accennavano a smettere, mi sono infilata una felpa e sono andata a bussare.
Prima bussata, nulla, ma li sento sussurrare.
Seconda bussata nulla, e il co*lione viene per sbirciare dalla serratura per vedere chi ci sia alla porta, senza ricordarsi che è una porta a vetri.
“Apri bimbo muoviti che se no entro io”
“C’è qualche problema?”
“Tesoro, sai che ore sono?”
“Non di preciso”
“Beh, te lo dico io. Sono le 5”
“Ah, è tardissimo”
“Si, sai cosa faccio di solito a quest’ora?”
“Cosa?”
“Dormo –varie divinità vengono insultate- e mi piacerebbe farlo anche stanotte”
“Eh madonna. Dai, ora ci diamo una calmata”
“No chicco, forse non ti è chiaro, dalle 23 alle 8 del mattino non voglio sentire volare una mosca. Se vuoi fare una festa mi avvisi e ci accordiamo, se hai un’occasione speciale me lo fai presente e io non ti rompo le palle, ma il fatto che tu non faccia un cazzo dalla mattina alla sera e che aspetti il sabato per fare macello non deve diventare un mio problema. Tutto chiaro?”
“Chiaro”
E me ne vado.
Arrivata in casa lo sento al telefono che dice a qualche suo amico “oh non ci puoi credere fra, è scesa la vecchietta del piano di sopra a sgridarmi perché facevamo casino AHAHAHAH”
Io ho 33 anni.
È guerra.
Vi aggiorno.
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