Storie dal vicinato

Botti di una notte di fine estate

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Il mio vicino da incubo è tutto il paese. Sono tre mesi e mezzo che dormiamo coi botti di Capodanno sulla testa manco stessimo in guerra; sul gruppo di paese mi sono lamentata dei botti oltre la mezzanotte per quasi un’ora, visto che la prima volta che chiesi delucidazioni su ‘sta moda di festeggiare coi fuochi artificiali TUTTE LE SERE non l’aveva mai vista da nessun’altra parte. Mi dissero che era il parco divertimenti o gente coi permessi, e “non vi sta mai bene nienteh!!”.

Ok, è estate, che vi devo dire? Ma a settembre ci saremmo pure rotti di sentirli? No, non è concesso, sono riusciti alcuni a tentare di far passare me per quella intollerante, la guastafeste che non sa come si vive allegri, quando realmente ogni notte oltre l’orario consentito si sentono botti continui e da punti diversi, al punto che mia figlia certe volte pensava fosse gente fuori casa col fucile, perché non si capisce mai chi ca@o sia e dove ca@o sta e non sempre si vedono le belle luci colorate.

Ho capito che dovrei telefonare ai carabinieri o la polizia ma ne vale la pena? Perché mi pare di capire sia mezzo paese ad avere questa abitudine di me**a.

Dovrei denunciare a stecca verso ignoti? Chiedere di uscire a cercare la fonte di disturbo? Stanotte grazie al cielo dormivo, ma altri hanno rilamentato i botti da 3 punti diverse delle campagne.

Talmente abituati a farsi stare bene tutto che quest’estate la sottoscritta ha camminato a lungo per cercare l’incendio che mi stava intossicando casa.

I vigili al telefono cascati dalle nuvole, il fumo che oscurava la strada e nessuno degli abitanti vicini che si è degnato di affacciarsi.

Mai in 30 anni ho visto un paese in cui l’unico modo per essere felice è tirare botti tutte le notti, il resto del mondo a mezzanotte spegne e loro no, a mezzanotte iniziano.

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Luca

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