Brasile, anni 90.
Vivo in una villetta immersa nel verde a pochi km da Florianopolis (Brasile Sud).
Attorno a me ci sono diversi alberi, splendidi, delle siepi, palme, banani. Il piccolo parco che circonda la mia casa ha bisogno di manutenzione: ci sono erbacce un po’ ovunque, qualche ramo secco che è caduto, qualche albero che deve essere sfoltito.
Il mio vicino sta a quasi un km di distanza; è un Italiano originario della Calabria che abita in Brasile da diversi anni. Non abbiamo molti rapporti, se la tira un po’ per essere uno di quelli che “ce l’ha fatta”, vivendo qui da una vita ed essendo riuscito ad essere piuttosto benestante.
Io, abito qui da molto meno tempo e chiedo una mano a lui. Una sera arrivo alla sua abitazione e gli chiedo se conosce un giardiniere, eventualmente disposto a lavorare mentre torno in Patria per il matrimonio di mia sorella.
Lui è un tipo alla “ci penso io“, mi rassicura sul fatto che lui conosce il migliore e che posso partire tranquillo con mia moglie (brasiliana); al mio rientro troverò tutto a posto. Penso che sia una bella persona e che l’avevo un po’ sottovalutato.
Arriva il giorno del rientro in Brasile.
Mi avvicino a casa: non riesco a credere ai miei occhi. Il parco non esiste più!
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