Altro capitolo delle telenovelas “autolavaggio + pseudo rave notturni”.
Ieri mattina il genio del lavaggio e il suo papi alle 6 erano già carichi e pronti per attaccare lite con noi. I fedelissimi dell’autolavaggio (gente così imbecille che viene a lavare auto sotto il temporale all’alba, per dirvi il livello civico e culturale di certi miei cari compaesani) erano già in fila, povere stelle. Lui ha attaccato dicendo che il lavaggio lo spegne – udite udite – solo per far piacere a noi. Il top lo ha raggiunto raccontando che si sente offeso a morte perché lo evitiamo e gli abbiamo tolto il saluto.
Faccio presente che scassa le scatole dal 2013 in un quartiere residenziale pensando di esser il padrone della via. Nonostante gli avessimo mostrato copia del regolamento che dice chiaramente che di notte in zona residenziale non deve far casino, ha continuato a far la vittima.
Ieri notte poi arriva un’auto di fenomeni nel piazzale con stereo alto e urla. Il mio fantastico vicino di bifamiliare (quello che dà un senso alla sua vita coniugale disturbandoci con rumori di ogni tipo per fare il prepotente) sapete cosa ha fatto invece di dirgliene quattro o di chiamare carabinieri? Sbattuta di portone blindato e scena isterica con chiusura di persiana di legno. Avevo i tappi ma sembrava mi avessero buttato una bomba in casa. Ditemi voi se devo vivere così.
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Ma perché non li chiami tu i carabinieri?