Sandokan, in preda a un momento di libertà, era scappato il giorno prima, planando con le ali aperte dal terrazzo come un pollo base jumper.
Atterrato nel giardino dei coniugi Tagliani, aveva beccato l’auto nuova e lasciato ricordini sul tavolo da esterno.

Ora vive chiuso dentro una voliera a vista, con sguardo accusatorio e canto dimezzato.
Il suo “chicchirichì” è diventato un “chi…chi…” incerto.

Ma io dormo.
E quando mi sveglio, lo saluto con un sorriso.
Lui mi guarda. So che sa.

È la periferia.
Un gallo. Due galline. E una guerra fredda tra umani che si combatte a colpi di piume e Mozart.

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