Storia non mia, ma di un’amica.
Il VDM non è lui, ma la signora che vuole fargli festeggiare il compleanno a tutti i costi. Così organizza una festicciola tristissima nell’androne – questo era prima dei tempi del Covid – dove è evidente che l’uomo è a disagio, vuol tornare in casa, non spiccica una parola. Tutto il palazzo è costretto a partecipare. Gli mettono su la musica, gli danno la torta che a malapena spizzica, persino un paio di regali comprati al Lidl. L’uomo è sempre più a disagio, al punto che prende e se ne va in assoluto silenzio e altri lo seguono a ruota. Nell’androne rimangono la VDM e una sua amica che si sbafano la torta e bevono prosecco fino alle 21/22.
La mattina dopo, lei si fa sentire sulle scale a parlare a voce alta del “beccamorto”, del “cafone ingrato”, per cui non si può fare nulla anche se lei ci prova. Tre giorni dopo, a seguito dell’allarme della sorella che passava regolarmente a trovarlo e a fargli i mestieri, arriva l’ambulanza e porta via il vicino. Non si sa ancora bene se ha avuto un infarto o come molti condomini sospettano, ha provato a farla finita.
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