Ogni giorno che il Signore ci concede su questo pianeta, state pur certi che dalle 19.00 alle 20.30, proprio quando si torna a casa da una giornata intensa di rotture di co***oni al lavoro, o si sta cenando, o si sta cercando di intrattenere gli ospiti o semplicemente ci si vuole godere il meraviglioso terrazzo di casa propria che, v’assicuro, né m’hanno regalato, né è stato arredato dalla mia fata madrina che tantomeno si occupa di curare le mie amate piante…

Orbene, dicevo, ogni santissima sera il cane in ordine sparso:
– abbaia in Dolby surround
– trascina la ciottola di metallo sul pavimento di pietra che con effetto eco dato dal terrazzo raggiunge i decibel di Boeing in fase di decollo.

E loro, la dolce coppietta di acefali suoi padroni, stanno seduti sul divanetto del giardino a guardare i loro cellulari senza battere ciglio.

Stasera lo show ha avuto un upgrade: il figlio con fischietto che, con mio grande rammarico, non ha ingoiato.

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Luca

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