“Piripipipiiiii piripipi pi-ri-pi-piiii”
Lo riconoscete?
È il suono – stonato – di quando eravamo vicini infami.
Dagli 11 ai 13 anni, la nostra infamità era data dalla scuola.
Per la precisione, quello strumento che suonato bene può emettere suoni rilassanti, da musica dei nativi americani o musica classica.
Dato in mano a un ragazzino delle medie diventa uno strumento di tortura, peggio di quella cosa chiamata “diamonica”.
Probabilmente il Mossad usa una banda di dodicenni con flauto e spartito del minuetto per far parlare i sospettati.
Se al posto del green pass i novax venissero minacciati col flauto, avremmo il 100% di copertura vaccinale.
In tre giorni.
Preferisco di gran lunga avere come vicino di casa un neonato con le coliche a un undicenne in possesso di flauto.
C’è da dire però, che il mio sonno è pesante, e questo influisce.
Grazie a Dio, al momento tra i vicini bambini ho giusto intravisto qualche nano di cinque anni che ogni tanto mi manda la palla sul balcone.
Poiché non sono la vecchia del primo piano, la rimando giù.
E rido della loro timidezza nel chiederla.
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