L’esperienza insegna: io ho imparato che non ritirerò mai più un pacco Amazon per fare un favore al vicino di casa.

Dicembre 2019. Sento suonare il campanello. Sto aspettando un pacco quindi immagino che sia arrivato. Scendo e una volta aperto il portone, il corriere mi chiede se era possibile che ritirassi anche il pacco del vicino del piano di sopra. Il ragazzo aveva citofonato ma non aveva risposto nessuno.

Non mi faccio molti problemi, lo avrei appoggiato sullo zerbino del vicino come era già successo diverse volte in passato.

Mentre vado a lasciare il pacco, la mia dirimpettaia (quella del Mossad) ha già ascoltato tutta la conversazione con il corriere e si affaccia solo per dirmi:

Vedi di non lasciarlo li, perchè il corriere l’ha messo a nome tuo e se succede qualcosa, ora, sei tu il responsabile”

Ho pensato: “E chi glielo ruba il pacchetto?, Forse tu?”

Ma colto da un’insicurezza improvvisa decido di portare con me il pacco dentro casa, lo appoggio sul mobile in ingresso in attesa di consegnarglielo personalmente entro sera.

Nel frattempo apro il nostro pacco Amazon che conteneva degli appendiabiti da porta.

La misura delle nostre porte non coincideva con questi oggetti che vengono venduti come “misura standard”.

 

Appoggio il pacco, di dimensioni quasi identiche a quelle del pacco del vicino, sul mobile in ingresso in attesa di decidere come effettuare il reso.

Opto per la consegna ad un’edicola-tabacchino perché l’Amazon Locker necessita di stampa dell’etichetta e la cartuccia dell’inchiostro della nostra stampante era terminata.

L’edicola si trova proprio vicino dove dovevo recarmi per una commissione. Verso le 18.30 prendo il pacco ed esco, arrivo all’edicola e consegno il pacco. L’edicolante mi sembra un po’ inesperto, ma dopo qualche esitazione carica il pacco nella procedura per il reso.

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Redazione

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