Categories: Storie dal vicinato

Il paradosso del vicino molesto

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Il vicino del piano di sotto continua imperterrito e penso che finirà a rissa, sta davvero togliendo la vita a quel poveraccio che vive accanto a lui (che è pure un padre single).
Da qualche giorno sentivo battere in modo fortissimo alle pareti, qualcosa che sembrava venire da sotto. Non ci bado tanto, sono sincero, ma ieri ho guardato l’ora ed ho visto che erano le 22. “Capita” mi sono detto. Ma intanto i colpi erano notevoli e anche i gabbiani sul mio tetto si tenevano strette le uova nel nido, giusto perché tremava tutto. È andata avanti per un’ora, non scherzo. Poi, silenzio.

Stamattina presto urla per le scale. “È lui”, ho pensato subito e quindi sono uscito di casa vedendo che tutti erano fuori dalla porta. E niente… Il tizio, a quanto pare, sta montando un mobile la sera “quando ha tempo ed è comodo” e quindi pretende di poterlo fare anche di notte (dalle 22) sostenendo che usa solo un martello e fare piazzate per questo è fuori di testa e siamo tutti pazzi.
Ora. Io abito al secondo piano e lui al piano terra. Lo sentivo io, forte e chiaro. Cosa può sentire il poveraccio con la casa confinante alla sua?
Costui sta diventando una tristissima barzelletta e intanto (e la cosa mi rompe le palle tantissimo, davvero immensamente) mi viene detto “ma è possibile che dall’Italia arrivano solo cafoni aggressivi?”. Sono avvilitissimo.
Continuare a spiegare che questi esemplari sono eccezioni e non la regola, sta diventando problematico. Persino il mio insegnante di inglese, con un nuovo vicino italiano, sta avendo problemi con i suoi figli (e le urla con le quali comunicano) e oggi me ne ha raccontate un paio che mi avrebbero fatto venire impulsi omicidi al suo posto.

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Luca

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