Abitavo da sola già da quasi un anno.

Qualche mese dopo il mio arrivo venne a mancare mia mamma.

La situazione era molto particolare in quanto non eravamo molto in contatto e hanno fatto fatica a rintracciare noi parenti.

Mia madre aveva un cane che nel frattempo era stato messo in canile.

Appena saputo il tutto sono andata a prenderlo.

Potete immaginare come poteva stare questo cagnolino che si era ritrovato solo e buttato in canile per qualche giorno.

Ci ha messo un po’ per ambientarsi nella nuova casa, e quando uscivo ululava e si disperava.

I primi giorni tra il lavoro e l’organizzazione del funerale stavo fuori un po’ di ore. Per correttezza avevo messo un cartello nell’atrio per spiegare cos’era successo.

Chiedevo un po’ di comprensione. Sottolineo che dalle 8 di sera fino alle 10 del mattino non volava una mosca perché ero sempre a casa con il cagnolino.

Circa due giorni dopo mi fermò sulle scale la ragazza che abitava sotto di me: “Scusa, ma quando finisce di piangere ‘sto cane? Non lo sopportiamo più”.

Le spiegai per filo e per segno la situazione chiedendo umilmente scusa ancora. Speravo in un po’ di sensibilità. Di tutta risposta mi sentii dire: “Che sia morta tua madre è un problema tuo, io voglio sapere quando smette di abbaiare quel cazzo di cane”.

Io non avevo le forze né mentalmente né fisicamente per rispondere, in quei giorni. Ero distrutta. Me ne andai senza risponderle con lei che continuava a gridare “maleducata rispondimi”.

Una sera, tornata dal lavoro, vidi due pattuglie dei vigili.

Erano le 8 di sera. Li aveva chiamati dicendo che il cane era in stato di abbandono da diverso tempo. Li feci salire e lo trovammo che dormiva comodamente sul divano in mezzo a tutti i suoi giochini. In una casa normalissima, curata e pulita.

La cosa bella è che fu denunciata per procurato allarme e diffamazione.

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Luca

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