Sembrava che la cosa fosse finita. I bambini erano stati rimproverati e la madre dell’amichetto era stata avvisata della cosa. Verso sera, sono ancora da mia sorella quando sentiamo suonare al citofono. Ancora la badante con l’anziano. Mia sorella dice loro di venire in casa. Quando arrivano sul pianerottolo, la badante ricomincia con uno spettacolo assurdo, facendoci vedere che il signore è stato medicato al pronto soccorso e pretendendo un risarcimento.

Lui, in effetti, ha una specie fasciatura e un cerotto sul braccio, ma, vi assicuro che non sembra in pericolo di vita. Mario, come sempre non dice una parola e continua a guardare la scena seguendo con gli occhi quello che succede. La badante ci dice che spenderanno circa 500€ in medicazioni e controlli, quindi chiede a me e mia sorella (e anche al marito che in quel momento era a casa) il risarcimento, al quale vanno aggiunti 200€ per danni morali e 300€ per lei, che deve fare un lavoro supplementare per accudire l’anziano.

“ehhhhh’????  1.000€ per cosaaaa?????” sbotta mio cognato.

Si rivolge direttamente alla badante. Lei comincia ad agitarsi nuovamente e con il suo italiano stentato comincia a dire che se non paghiamo, ci denunceranno per lesioni, che avvertirà i servizi sociali, che i bambini sono pericolosi, che ce li toglieranno perchè “lei sa a chi rivolgersi in questi casi“, che finiranno in riformatorio e tante altre assurdità che non ricordo neanche.

Il marito di mia sorella si offre, di dare alla badante 100€ in contanti “per il disturbo“, ma questa non ne vuole sapere e urla che “non siamo dei pezzenti”. Vuole i mille e li vuole subito.

La cosa va avanti per un pezzo: circa mezz’ora di discussione, con ogni tipo di minaccia di denuncia, fino a quando l’anziano signore, impassibile fino a quel momento, cerca di attirare l’attenzione della badante. Lei gli si avvicina perchè lui non riesce a parlare, ma con un alito di voce, si sente distintamente che le dice:

“via….. vai….. casa”

A quel punto la badante comincia a trattarlo male, dicendo che, sostanzialmente “non si deve intromettere” che deve tacere e che è lei che sta gestendo la cosa, quindi ricomincia con la minaccia di denunce, avvocati, riformatorio.

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