I condomini come il mio, sono mondi a sé stanti, microcosmi brulicanti di vita dove la casualità (o il destino) riunisce centinaia, a volte migliaia di persone da ogni angolo d’Italia e oltre.
In queste piccole comunità nascono legami, si condividono spazi e si vive quotidianamente a stretto contatto. Tra i pilastri portanti di questo microcosmo sociale ci sono figure essenziali, vere e proprie istituzioni: gli organizzatori di eventi.
L’organizzatore di eventi è un personaggio quasi mitologico, dotato di un potere magnetico che lo rende capace di trascinarvi in esperienze che non avreste mai immaginato, neanche nei vostri incubi più folli.
Ognuno di noi ne ha uno: al lavoro, tra gli amici, in paese, tra i vicini… ecco, se siete fortunati, magari l’avete al lavoro e spesso riuscite a dribblare le sue iniziative, eppure anche in quel caso, sarete costretti a cedere per non risultare “asociale“. L’organizzatore di eventi infatti, fa leva sul “dai, non fare il solito” e sul “ci divertiamo un casino“.
Così può capitare che, pur di assecondare le richieste dell’organizzatore, vi lasciate trasportare in cose assurde… e la cosa peggiore non è questa, ma il dover rispondere all’unica domanda che vi farà l’organizzatore una volta che siete caduti nel suo tranello: si avvicinerà sorridendo e vi chiederà “oh, tutto bene? Ti diverti?” Quello è l’esatto istante in cui mentirete spudoratamente e lo farete con il sorriso dicendo cose del tipo: “moltissimo”, mentre cercherete di soffocare la voce di Germano Mosconi che si fa largo tra i vostri pensieri. A quel punto l’organizzatore girerà il suo sguardo, alla ricerca di un altro a cui fare la stessa domanda fregandosene altamente di ciò che avete risposto, dando per scontato che avrete detto esattamente quello che lui vuol sentirsi dire.
L’organizzatore di eventi nel mio palazzo ha dato il meglio di sé, la scorsa estate organizzando il primo “torneo di calcio del palazzo” a cui, anche io, che sono una pippa mostruosa ho dovuto cedere.
Regolamento
Ora, già il punto 3 doveva farmi desistere. Non corro da quando ho perso l’autobus il giorno dell’esame di maturità…. avevo 18 anni, oggi ne ho 40. Penso “poco male: 8 sostituzioni: simulerò un infarto e mi farò sostituire subito” subito dopo penso che non lo simulerò affatto: mi verrà!
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