La guardo mi sforzo di sorridere mentre dentro di me sento i fumi che mi salgono: “eh, ma veramente io sono alla 39° settimana”
Ahhhh scuuuuuuusa (le 30 u le ha pronunciate per davvero). Non mi ero accorta!!!!!! Allora ci porterai un bambinoooo, oddio che gaffe…
“Eh si, è un maschietto, non ti preoccupare, non è una gaffe, presto tornerò come prima. (prenditi questa stronza)
La faccia le si inacidisce: “spero per te, ma non è detto, sai? Comunque, speriamo che non faccia troppo rumore, con i suoi pianti perché io li sopporto poco i bambini”.
“si si, ciao,ciao” La saluto e me ne vado: devo essere viola in faccia.
Da quel momento continuo a dire a me stessa che se non sarà mio figlio a rovinare le nottate di quella stronza, ci penserò io, in un modo o nell’altro!.
Non sarò una pancina: sono una stronza che ha a che fare con una vicina ancora più stronza!
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