Li perdo la concentrazione di cui parlavo prima, mentre continuo a camminare velocemente insieme al mio equipaggio, lo guardo e gli dico qualcosa del tipo “ma scherzi? Siamo in emergenza”, mantengo la calma, rimango concentrato.

Questo continua a urlare: “non me ne frega niente, quello è un posto condominiale, sposta immediatamente quell’ambulanza o la prendo a sassate”

Continuo a camminare ed arrivo al citofono, il tizio continua a vomitarmi addosso ogni sorta di insulto è viola in volto, non gli rispondo. Il medico mi dice che non è tranquillo, potrebbe creare danni all’ambulanza rimasta aperta e con i lampeggianti accesi, chiede di avvertire la centrale. Con la radio chiedo di mandare una pattuglia della polizia.

La moglie del malcapitato apre la porta, 3 piani a piedi (di corsa) ed entriamo dentro casa.

L’uomo è steso in soggiorno, incosciente. Cominciamo a trattare il paziente: è un infarto. Attacchiamo il monitor. Il medico si rende conto che la situazione è molto grave. Conosco bene questo signore, abbastanza giovane, abito nella scala vicina. La moglie mi guarda con preoccupazione e mi chiede di salvarlo.

Non riesco a rispondere in quel momento: la porta di casa è rimasta spalancata e veniamo interrotti dalle urla dell’altro vicino che entra dentro casa e ricomincia a farneticare dicendo che dobbiamo spostare il mezzo, che quello è il suo parcheggio (tra l’altro non è vero perchè non ci sono parcheggi assegnati).

Continuiamo con la rianimazione, quando questo, sempre più viola urla si avvicina minacciosamente a me, chino sull’uomo privo di sensi e mi urla: “chiamo la polizia”. In quel momento arrivano 2 agenti, dietro di lui, uno risponde: “siamo noi la polizia”. Lo prendono e lo allontanano a forza da me e dal paziente Questo continua a urlare, come un matto fino a quando il medico interviene e dice: portatelo fuori da qui”.

Lo portano fuori dal soggiorno, vado a prendere telo e barella, mentre il medico e l’infermiere stabilizzano il paziente. Continuo a sentire le urla del vicino che sbraita. L’hanno portato in cucina e hanno chiuso la porta.

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