La cosa è successa un po’ di anni fa e richiede un lungo preambolo.
Mia moglie a causa di un tumore perse l’uso della vista.

Per cercare di recuperare un po’ di autonomia frequentò l’istituto dei ciechi di Milano.
Qui conobbe altre persone, legò con i compagni di corso in particolare con una ragazza (che chiameremo Anna).

Questa ragazza non era completamente cieca, ma sarebbe pian piano degenerata fino al buio completo.
A quell’epoca vedeva già molto annebbiato, ma in condizioni di luce normale riusciva a muoversi senza grossi problemi.

Un giorno Anna è venuta a trovarci al nostro paesello, essendo estate. Ci raggiunse con i mezzi in maniera autonoma.
Passammo la giornata in compagnia e si fermò per la cena e altre chiacchiere, tanto che quando venne l’ora di andare a casa orami era buio; d’accordo con mia moglie, lei restò a casa con la bambina e io accompagnai Anna a casa in macchina.

Quindi scendemmo e appena usciti dal palazzo presi Anna sottobraccio, che orami con il buio non era più in grado di muoversi in maniera agevole. L’accompagnai fino alla macchina e la riportai a casa sua. Passai circa mezz’oretta fuori casa.

Un paio di giorni dopo andai in visita da mia madre per verificare se avesse necessità di qualcosa e fare due chiacchiere. Mi accorsi che qualcosa la turbava, che avrebbe voluto dirmi qualcosa ma non sapeva come affrontare l’argomento. La spronai quindi a parlare e mi disse: “Non ci credo, ma mi sembra giusto dirtelo: ti hanno visto uscire di casa con l’amante l’altra sera, che la tenevi a braccetto e siete andati via in macchina”.

Insomma la mia vicina (denominata Il Gazzettino di XXXX) aveva colpito ancora, e siccome il paese è piccolo e la gente mormora la voce era arrivata a mia madre in tal senso.

Questa è stata la più ecclatante, ma di voci sul mio conto (in generale su chiunque abitasse in zona) ne sono girate parecchie e tutte praticamente inventate di sana pianta dalla vicina impicciona.

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Luca

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