La mia è una vicina semplice, a dir poco modello: si preoccupa così tanto per noi da non riuscire mai a staccarsi dalla finestra quando passiamo per casa, quando siamo in balcone, nel giardino o mentre stiamo per uscire o rientrare. Ripeto, una vicina che tutti vorrebbero avere.
Peccato poi vederla colta in flagrante, osservarla nascondersi inutilmente dietro la propria tenda semitrasparente e fare tipo come si fa in presenza di un T-Rex.
Pure un genio di vicina, gente.
Ma il bello vien qua: ammesso e non concesso, ma direi proprio ammesso e basta, i panni sporchi si lavano in casa propria e ognuno, in casa propria per l’appunto, è libero pure di avere come animale domestico un maiale o scolarsi il vino a ogni ora del giorno e della notte: casa mia, salute mia, Legge mia.
Una bella notte d’estate di molto tempo fa la sento discutere animatamente al telefono col figlio (che chissà come mai appena compiuti i diciotto è scappato via col primo lavoro alla mano e si è accasato) di “certi vicini che fanno uso di strane cose ‘profumate’ e stanno vegli fino a tardi con la tv”.
Peccato che io, superata una certa ora, mettessi le cuffie alla televisione e fumassi robette allegre con le finestre calate per non disturbare troppo certi olfatti sopraffini (uh, che cosa sovversiva e scandalosa as fu*k), e che ripeto casa mia Legge mia.
Non so, ho sempre trovato un pelino meno grave una cosa del genere rispetto al fatto di telefonare e parlare a voce alta con qualcuno nel proprio balcone alle 5 del mattino, manco fossimo al mercato.
Ma ripeto, vicina modello. Ottima intonazione di voce e proprio per niente inopportuna a quell’ora per il resto del vicinato.
E ricordiamocelo, ottima allieva di Houdini!
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