I miei nuovi VDI sono due ragazzi alla prima esperienza di convivenza, che praticano lancio a livello professionistico.

In fase di trasloco hanno smontato il mobilio dell’inquilino precedente lanciando a terra assi e mobili da rottamare, facendo tremare tutto il palazzo a ogni tiro fino a che la vicina del piano inferiore, esasperata, gli ha chiesto gentilmente di provare a limitare i rumori poiché, essendo in smart working, non riusciva nemmeno a rispondere alle telefonate di lavoro.

A qualsiasi ora del giorno e della notte il lancio prosegue su portone di ingresso, porta dell’ascensore e portone di casa a cui si associa, in caso di risalita per le scale, rumore di tacchi o telefonata in vivavoce.

Memorabili le telefonate delle sette del mattino, tutti ci chiediamo chi caspita debba chiamare a tale ora del mattino urlando come un pazzo (e soprattutto: ma perché renderci partecipi?).

Tuttavia la vera perla avviene quando parcheggiano la macchina davanti ai garage altrui e partono per il week end, costringendo il proprietario del garage a lasciare l’auto all’esterno.

Fino ad oggi noi tutti abbiamo provato a dire, con le buone, che essendo un cortile stretto lo spazio antistante i box deve essere lasciato libero o per lo meno, ognuno di noi parcheggia davanti al proprio garage in modo tale da evitare problemi agli altri).

Pochi giorni fa la VDI ha inveito perché non ha potuto parcheggiare l’auto davanti al garage di un vicino poiché il posto era occupato (dall’avente diritto), gridando che le auto vecchie possono stare fuori e che lei può parcheggiare dove vuole. Ovviamente con immancabile frase finale relativa ad avvisare l’amministratore.

A giorni abbiamo l’assemblea condominiale, andrò in riunione con i pop corn.

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Luca

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