Durante un temporale estivo, un fulmine colpì proprio il condizionatore esterno di casa sua, installato abusivamente anni prima (e denunciato da mezzo palazzo, invano).
Il botto fu epico. Il condizionatore si carbonizzò in diretta e si staccò mezzo sportello.
Tutti uscirono sui balconi. Nessuno disse nulla. Solo la signora dell’attico sussurrò:
“Lo ha colpito Dio in persona.”
Il giorno dopo, per la prima volta in otto anni, niente biglietti. Solo silenzio. E un Rinaldi affacciato, improvvisamente cordiale, che offriva prugne dal suo albero.
“Ne ho in abbondanza. Fatevi avanti.”
Il condizionatore non l’ha mai più rimesso.
E i biglietti? Spariti. Come se quel fulmine gli avesse fulminato anche la bile.
È il karma.
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