Abito con mio marito in questa casa da circa 15 anni e fino al 2019 mi sono occupata io delle pulizie condominiali.

Siamo in pochi, 5 famiglie tra cui mia zia, i miei suoceri e il padrone di casa. Diciamo che fra noi e il padrone di casa c’è stato sempre un ottimo rapporto. Dopo la morte del figlio ci hanno sempre visto come di famiglia e noi altrettanto.

Quando mi fu chiesto di occuparmi delle pulizie l’accordo fu 15 euro non l’ora ma a giornata. Avrei potuto anche sbrigarmi in mezz’ora e avrei sempre preso lo stesso compenso. Avendo già un altro lavoro il mio fu sempre un passatempo, più che un obbligo. Fino a che non è arrivata la “scaltra”.

Famiglia di 3 persone, bambino martire urlante e marito sottomesso al completo. Lei urla e gli rompe le palle per ogni cosa, lui bestemmia e sbatte i pugni sul muro a qualsiasi ora del giorno. Lei rompe letteralmente i coglioni tutto il santo giorno. Parla, parla, parla. Urla. Questo è il riassunto della sua vita, ma finché resta tra le sue mura domestiche non mi tange. Certo, se mi svegli alle 6 e 30 perché devi urlare a quel povero Cristo un po’ mi girano ma quando poi vieni a farti i cavoli miei mi girano ancora di più.

Un giorno del 2019, dopo aver ricevuto la bolletta condominiale, si rende conto che lei, quelle 15 euro di pulizia condominio spalmate fra 5 condomini all’anno quindi per un totale di 2,70 a condomino, non le vuole pagare. “Sono troppe, in giro ci sono persone che si prendono molto meno” e rompe i coglioni.
E parla e insiste col padrone di casa così che lui per asfissia e stanchezza mi toglie il lavoro, scusandosi infinitamente, oltretutto perché minacciato dalla signora che non avrebbe pagato più il condominio se non lo avesse fatto.

La conclusione è stata che io in ogni caso da due anni la domenica finalmente mi riposo e la signora ha procurato una ragazza che, ahimé di euro l’ora se ne prende 11 quindi fatevi due conti.
Ora siamo in cagnesco ma io con la gente pazza non ci voglio avere nulla a che fare.

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Luca

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