Successo una decina di anni fa.
Il vicino che bussa alla mia porta chiedendomi una tazza di zucchero. Io riempio la tazza che ha in mano e gli dico che non è necessario che mi restituisca quello che ha preso. Fin qui, tutto bene. Niente di nuovo.
Dopo un paio di giorni, sento bussare nuovamente. Era la moglie di quello che mi aveva chiesto lo zucchero. Sono passati diversi anni, ma ancora me la ricordo: bella donna, simpatica, ma dal carattere piuttosto fumantino.
Appena apro la porta, lei mi offre un sacchetto con lo zucchero che le avevo prestato. Al mio “rifiuto” (“Non era necessario!”), lei apre il sacchetto e rovescia tutto lo zucchero sullo zerbino. A distanza di anni, ancora mi chiedo se ho detto qualcosa di male.
Nel mio condominio c’è sempre stata una regola non scritta: ognuno si fa i fatti…
Ho sempre pensato che vivere in una villetta a schiera sarebbe stato il giusto compromesso…
Tutto è cominciato quando il signor Di Blasi ha deciso di comprare un pappagallo. Nulla…
Nel mio condominio c’era un problema: il vicino del primo piano lasciava le scarpe fuori…
Tutto è iniziato con una pianta. Una pianta di rosmarino messa da me sul pianerottolo,…
Quando mi sono trasferito, avevo fatto il proposito di non farmi notare. Entrare, uscire, pagare…