AD 2017.
Il mio lavoro in Australia è finito, per questo faccio ritorno in Italia. Trovo un nuovo appartamento in un condominio carino, ma nel momento delle varie installazioni mi accorgo che c’è un problema con l’antenna.
Per fortuna sono un tuttofare, quindi vado sul tetto a risolvere il problema.
Mentre sono lì che muovo cavi e cavetti sento una voce stridula che arriva da uno degli appartamenti dell’ultimo piano. Faccio spallucce e continuo il mio lavoro.
La voce si fa sempre più acuta, poi sento insulti come “basta**o”, “pezzo di me**a”, “testa di ca**o”. Penso che qualcuno stia litigando ed io, che sono un pettegolo provinciale, cerco di ascoltare.
Sento “canale 5”, “italia 1”, poi sento “antenna”. Intuisco che l’abbia con me.
Finisco il mio lavoro e abbandono il tetto, ma mentre sono lungo le scale becco la persona che urlava come un’invasata. Si tratta di una signora anziana, scura in volto per la rabbia, che mi placca puntandomi il dito “basta**o pezzo di me**a testa di ca**o, mi hai tolto canale 5 e italia 1!”.
Mi scappa da ridere e proseguo fino al mio appartamento, con la signora che continua a inveirmi dietro.
Il giorno dopo, preso dal senso di colpa, busso alla sua porta e mi offro per riparare il danno. Lei acconsente e si scusa per avermi insultato. Tutto a posto. Salgo su e cerco di rimediare.
Il fatto è che mentre sono lì a maneggiare cavi e cavetti la sento nuovamente che strilla con gli insulti.
Decido di lasciare perdere e seguono altri due anni in cui mi sento insultare da lontano perché le ho “rubato” i suoi canali preferiti.
Mi sono trasferito altrove per un nuovo lavoro, ma la signora non ha messo di accusarmi fino all’ultimo giorno.
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