Ieri sera mio suocero mi ha detto che le giovani nuove famiglie della palazzina (due piani e due appartamenti) di fronte casa loro avevano la polizia a casa.
Si erano sentiti casini per tutto il fine settimana, causati dal fatto che le bambine di sopra cantavano con il microfono da dopo pranzo a sera e i bambini di sotto tiravano pallonate al muro del loro giardino. A quanto pare le madri si sono prese a ceffoni e sono volate parole tipo “piccoli mostri” e “paperine stonate” e complimenti tra di loro “madre di mer***” e “put*** tu e p**** le tue figlie”. Poi sono pure tornati i gorilla di casa e a quanto pare è degenerata di brutto.
Ieri pomeriggio sul tardi, una delle bambine ha buttato in giardino qualcosa di pesante (mio suocero non sapeva che fosse ma glielo ha visto fare, ha la finestra della cucina proprio di fronte a questo balcone). A quanto pare era una chiave inglese. Sotto c’era qualcosa che si è rotto ma anche il figlio più piccolo del vicino. E così è arrivata la polizia. Non so altro.
Di lato alla casa dei miei suoceri, la vicina “con quella tosse attacchi il Covid al mio bambino” (facendolo a 200 metri di distanza e soprattutto da guarito) ha offerto al quartiere un concerto di pentole alle ore 3 circa perché la signora con neonato (“me lo svegli con la tua tosse, ma devi beccartelo durante la notte”) lascia piangere tranquillamente suo figlio dicendo che sta benissimo e che si sfoga perché “è nervoso” (mia suocera le ha ingenuamente chiesto se avesse dei problemi perché lo sente fino al secondo piano anche lei e la mammina le ha risposto così).
Vediamo se c’è ancora qualche coraggioso che osa definire questo schifo come “normale” e me un “cagacazzi”.
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