Io e mia madre ci siamo trasferite da poco in condominio dopo decenni di isolamento (abitiamo in due case differenti, relativamente vicine ma non nello stesso stabile n.d.r.).
Mia madre è al piano terra e sopra abita una giovane coppia con pargolo duenne.
Più che un pargolo, il figlio del demonio.
Corre, salta, urla e lancia la qualsiasi dal mattino presto finché non sviene esausto, sempre non prima delle 23,00.
Mia madre sopporta di buon grado, sia perché si tratta di un bambino piccolo sia perché, dopo anni di esilio, un po’ di rumore umano non le dispiace.
Il Comune dove risiediamo fa la differenziata e a turno, i condomini, mettono fuori i bidoni, quelli enormi, per il ritiro previsto da calendario.
Cosa unisce le due cose?
Che mia madre ha quasi 80 anni, con dolori sparsi e fragilità ossea, ovviamente non in condizioni fisiche per trascinare fuori dal cortile condominiale i bidoni pieni.
E la mamma del piccolo demone si è offerta, insieme ad un’altra inquilina, di provvedere ai turni di mia madre.
Nei condomini succede anche questo.
La tolleranza paga sempre.
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