La mia risposta è un gelido: “No, non posso”, al che chiede: “Ma almeno gli può dare le cuffie? Poi le restituisce”.
Immaginatevi la scena: zaino a terra con il bambino che cerca di aprirlo, altro bambino che è letteralmente su di me, cercando di prendere le mie cuffie e sporcandomi gli occhiali con le sue dita, il terzo marmocchio che guarda curioso ma al suo posto. Grido al primo di smetterla, e con un gesto brusco gli tolgo le mani dalla mia faccia, poi grido al secondo di smettere di toccare il mio zaino.
Il primo scoppia a piangere cercando di darmi legnate e gridando che vuole il giocattolo mentre il secondo scoppia a piangere ma va dalla madre.
Questa mi dice che sono solo bambini ma anche il guidatore le dice di farli tacere e rincara la dose frenando di botto: si era avvicinato troppo a una macchina in autostrada.
Prendo di peso la bestia e la lascio alla madre, pulendo gli occhiali mentre rimetto le cuffie, limitando le urla del bambino che grida che vuole il giocattolo. Inutile dire che quando la signora è scesa dal bus dandomi del maleducato io le ho risposto dicendo al bambino: “Ma che bel giocattolo che ho”, facendolo gridare di nuovo.
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