Non mi chiamo Mario, ma per qualche strano motivo, nel palazzo dove vivo, sono un po’ come il supereroe della Nintendo, per cui userò questo nome di fantasia per raccontarvi cosa mi è successo.

Faccio parte dei followers della pagina da molto tempo e mi diverto tantissimo a leggere le storie, perché in alcune di esse, riconosco il modo di fare che hanno anche i condomini del mio palazzo, ma una storia mi era piaciuta più delle altre: quella del ragazzo a cui i vicini chiedevano tutto; mi ci ero rivisto molto, in quanto vivo una situazione simile.

Ho 45 anni e sono nato in questo palazzo: ci sono affezionato. I miei acquistarono un appartamento negli anni 70. Da quando entrambi non ci sono più (circa 5 anni), sono tornato ad abitare qui.

Credo di essere una persona molto disponibile e con “l’arte dell’accrocco, mi do da fare e faccio letteralmente un po’ di tutto. Il problema è che qualcuno ne approfitta.

  • “Mario, si è fulminata la lampadina della scala F la puoi cambiare?”
  • “Mario, si è rotta la serratura della scala A”,
  • “Mario, riesci a capire perchè non funziona il mio citofono?”,
  • “Mario, il vento ha spostato l’antenna della scala B”
  • “Mario, puoi chiedere alle signore delle pulizie se puliscono l’androne?”
  • “Mario, si può tagliare quel ramo dell’albero?”
  • “Mario, puoi soffiare le foglie dal prato?”

Mario va… Mario fa, gratis, o meglio: ogni fine anno, tutti i condomini, raccolgono 10€/15€ a testa e mi fanno trovare una busta per “ringraziarmi“.

Non tutti partecipano (non c’è nulla di obbligatorio), ma alla fine dell’anno ricevo un piccolo, piccolissimograzie“. Non mi lamento, le cose le ho sempre fatte con passione e mai pensando di guadagnarci sopra (i materiali che acquisto mi vengono rimborsati dall’amministratore e presento regolare scontrino). Ho un lavoro e questo mi basta per vivere degnamente.

Quindi dove sta il problema? 

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