Il mio vicino di casa non mi è simpatico. Anzi, lo odio con tutte le mie forze.

 

Badate, non lo odio da SEMPRE!

 

All’inizio eravamo addirittura amici, anzi qualcosa di più.

 

Ho iniziato a detestarlo quando ha scelto di cavalcare la tigre della simmetria
corporeo-posturale in maniera pedante ed ossessiva.

 

Sulle prime mi infastidivano le sue narici, perfette nella loro simmetrica
rotondità, le unghie dei suoi alluci squadrate e ugualissime, le sue lunghe
basette rosse composte da ugual numero di peli…

 

La mia insofferenza nei suoi confronti cresceva giorno dopo giorno e il mio
astio si ingigantiva osservando quei piccoli esecrabili particolari della
sua persona et personalità che la mia infinita benevolenza mi aveva sempre
impedito di notare.

 

Oh, come disprezzavo il suo incedere a balzelli a piedi uniti! Aveva
abbandonato la consueta e asimmetrica deambulazione:

 

‘Un piede avanti all’altro è un abominio” diceva.

 

Oh, quanto avevo in uggia lo scricchiolare del pennino sulla carta durante
le lunghe sere invernali quando scriveva il suo diario (rigorosamente a due
mani, una mano per ogni pagina, ed ogni pagina rigorosamente identica
all’altra)!

 

Oh, l’avversione che provavo quando mi narrava con prosopopea della sua
maestria nel nettarsi il deretano a due mani!

 

Oggi la mia capacità di sopportazione è venuta meno.

 

L’ho atteso nell’androne celandomi nell’ombra, (codesto figlio di tro*a
è per giunta estremamente sospettoso) e, prestando attenzione a non farmi
scorgere, gli ho scagliato contro una macina da frantoio.

 

Il suo braccio destro, spiccato di netto, è caduto sull’impiantito con
un clangore di campane a festa.

 

Ora sono in casa e, sdraiato sul divano, aspetto.

 

So che mai e poi mai si rassegnerà a ricorrere a una protesi.

 

L’ho ascoltato mentre, al di là del muro, indossava i pattini da ghiaccio
e tentava vanamente di amputarsi il braccio sinistro, immagino con poco
dignitosi contorsionismi.

 

Io aspetto.

 

So che busserà alla mia porta per implorare il mio aiuto.

 

Io gli sorriderò

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