Storie dal vicinato

Tragedia in tre atti (di dolore)

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Oggi voglio raccontarvi la storia della mia anziana vicina, la signora F., della mia giovane vicina V. e mia, una tragedia in 3 atti (o commedia?) che si svolge nella calura estiva milanese.

Tanto tempo fa c’era un piccolo condominio di pace e amore (no, non è vero, ma stava bene come incipit) in cui l’età media è “non sento il battito, credo sia deceduto”.

A parte me e V. quindi la situazione è realmente vicina alla casa di riposo. Senza il “vicina”. Io e lei bene o male nell’ultimo anno facevamo la spesa e aiutavamo i vicini più anziani in tempo di lockdown Covid, tanto che V. è tipo diventata la nipotina della signora F.
Io, che sono una persona cattiva, un minimo di distanza l’ho tenuta, sentendo odore di “se ti do il dito di prendi non solo la mano, ma tutto fino alle scarpe”.
Cosa che è successa tra V. e la signora F.

Tanto che un giorno mentre dalla finestra (abito al piano rialzato) chiacchieravo con l’anziana signora F. torna dal lavoro V. La saluto allegramente, e lì, il dramma.
**Gasp in Spanish**

La signora F. dà le spalle a V., V imbarazzata saluta me, stropiccia i piedi, triste entra e va a casa sua. La signora F: “Eh, V. è cambiata, non è più come prima. Ora non mi aiuta più, sono sola”, e io cado dalle nuvole. Le dico che magari c’è stato un malinteso, anche la signora F. fa la faccia da cane bastonato, e se ne va.
Io ero perplessa.

Chiedo quindi a V. cosa sia successo, e mi spiega che non aveva potuto accompagnare un paio di volte la signora F a visite varie per via del lavoro. E la signora F. che i figli li ha ma se ne sbattono allegramente lasciandola sola a 90 anni (89) a badare al marito con l’Alzheimer che ne ha fatte davvero di ogni, ha preso la cosa molto sul personale. Dispiaciuta, cerco di fare l’intermediaria, spiegandole che V. comunque ha la sua famiglia, due lavori, ci sta che a volte non possa. In quei casi che chieda a me, se posso accompagnarla volentieri.

Risultato: Sono una criminale in accordo con V. e nessuno le vuole più bene, né io né V. (aver difeso V. pare essere stato un atto di tradimento) e che l’abbiamo sempre usata (come? Al massimo ci ho smenato non facendole pagare delle piccole cose che mi chiedeva di prenderle, due anziani solo con la pensione, non stavo lì a chiedere i soldi del pane).

E la signora F. bada bene di far sapere a tutti come io e V. la stiamo trattando. Di come l’abbiamo usata e abbandonata. Urlandolo dalla finestra di casa sua a tutte le conoscenti che passano sotto in strada.
A volte vorrei affacciarmi e dire “guarda che sono qua, ti sento, piantala di dire min***ate”.

Non lo faccio, fa caldo, chi me lo fa fare? Non sono io che ora ci perdo.
Ma questa storia, come tutte, ha una morale.
Non impicciarsi mai delle liti altrui, per nessun motivo, mai.
Maledetta me che mi spiaceva.

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Luca

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