Probabilmente qualcuno di voi ricorda le avventure del condominio maltese con la polacca insegnante di yoga e suonatrice di campane tibetane, nonché dell’appartamento a tema “Bollywood” e della “comune” tunisina con passeggiatrice.
Beh, da più di sei mesi mi sono comprata una villetta (piccola, eh!) indipendente e un doppio parcheggio nel sotterraneo di uno stabile vicino. I “vicini” più vicini (scusate il gioco di parole) sono una famiglia di palestinesi che suppongo essere vampiri: non escono, non parlano, non esistono.
Insomma: c’è vita dopo il condominio. Non so come finirò di pagare il mutuo (probabilmente la banca userà tecniche da film horror per resuscitare e mandare a lavorare il mio cadavere), ma la pace è la merce più cara al mondo.
Giorni fa ho intravisto la mia ex vicina al Lidl locale. Sussurrava in polacco ad un avocado, annusandolo. Qualcuno la rimproverava per le norme COVID (non puoi accostare alla bocca prodotti che non compri). La figlia, nel frattempo, faceva castelli di carote, ciucciandone qualcuna. Mentre mi nascondevo dietro una cassa di arance da spremuta, ho notato che lei portava uno dei miei pigiama spariti durante il trasloco.
Di colpo, il mutuo mi è sembrato buono e giusto.
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