Stamattina mi ero promessa di parlare con questa persona e chiarire che io non sono la portinaia.
Detto ciò passo l’intera giornata con la porta di casa aperta (sono all’ultimo piano, non mi vede nessuno) per ascoltare i passi ed uscire. Alla fine il signore esce e io di corsa come una VDI impicciona mi paleso e lo fermo. Vi scrivo l’intera conversazione:
– Buon pomeriggio mi scusi: ha un minuto per parlare con me?
– Bella, ciao! Certo.
– Mi chiedevo se cortesemente potesse evitare di suonare se non ci sono emergenze, di dimenticare le chiavi capita a tutti e ci mancherebbe, però a quanto pare suonano anche suoi parenti e ad orari leggermente sconvenienti;
– C’hai ragione, ma mia mamma mi porta la spesa la mattina e io a quell’ora non sono sveglio. Che fam rimane fuori quella poveretta?
– Mi dispiace per sua madre ma se non la sente le può fare una copia della chiave. Anche io a quell’ora dormo e non posso saltare giù dal letto. Oltretutto mi dispiace dirlo, ma vi attaccate tutti al citofono e se non mi metto a correre vi riattaccate di nuovo. Non è modo di comportarsi.
– Vedo che posso fa’, mia madre mica può rimanere fuori.
Ha ripetuto di nuovo scocciato ed è andato via senza salutare. Sono stata anche troppo gentile.
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